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il blog di Benedetto Paris

3 dicembre 2011
Nello TULLI: Una nuova via di sviluppo per Labico

Chiunque voglia candidarsi ad amministare Labico nei prosimi cinque anni deve saper indicare una via nuova di sviluppo economico e sociale per il nostro comune. La maggioranza è ferma all’economia edile, noi vogliamo cambiare e guardare al futuro di Labico.

Noi immaginiamo Labico come un “giardino alle porte di Roma” un luogo con una alta qualità della vita, con servizi a portata di cittadino, riportando in equilibrio i servizi con la crescita demografica realizzata.

Vogliamo ripartire dalla presa di coscienza dei cambiamenti nelle necessità dei labicani. La grande maggioranza sono pendolari e questo comporta bisogni nuovi. Ma non si è pendolari solo verso Roma, ma anche per le piccole necessità quotidiane. Per questo vogliamo essere promotori di un servizio di trasporto pubblico locale di bacino, che ruoti attorno alle centralità economico culturali di Valmontone e Palestrina e alle stazioni di Zagarolo e Valmontone;

Inoltre bisogna rendere sempre più accessibile e interattiva la macchina amministrativa attraverso internet, eliminando il nesso tra presenza fisica e servizi, con un urp on line, con la modulistica e altri servizi interattivi.

La qualità della vita inizia dalla prota della propria casa, neui nuovi quartieri quindi. La priorità è la messa in sicurezza della viabilità, con la risistemazione dei sensi unici, la realizzazione dei marciapiede (via S. Maria, via Marcigliana, circ.ne Falcone), e l’adeguamento dei servizi di fognatura, perché le strade comunali non possono trasformarsi in un torrente straripante ad ogni piccola pioggia!

Allo stesso tempo vi è la realizzazione e il recupero di Parchi attrezzati dove rendere possibile la socializzazione e far giocare i bambini nella massima tranquillità, mentre altro nodo da sciogliere definitivamente deve essere il problema dei parcheggi, in primis completando il parcheggio davanti la stazione con la scala prevista finanziata, ma mai realizzata.

Ma la nostra proposta non si ferma all’idea del buon vivere Labico deve crearsi un proprio fattore di sviluppo economico, che non può più essere l’edilizia. Questo non significa rinunciare allo sviluppo, ma vogliamo che sia realizzato su assi differenti.

Vogliamo, anzi, che Labico prenda il meglio del flusso turistico tra Valmontone e Roma, godendo del suo posizionamento rispetto a Roma. Pensiamo quindi alla realizzazione di un sistema di offerta turistico ricettiva che faccia perno su alcune attività presenti oggi e nel futuro sul territorio, che punti ad una fascia medio alta del turismo , destinando quindi ad attività agrituristica parte del territorio

Vogliamo attrarre capitale privato che investa sulla qualità della nostra terra, che la coltivi, che la promuova, creando allo stesso tempo nuovi posti di lavoro. A questa funzione turistico-ricettiva vogliamo unire e valorizzare quella agricola, incentivando investimenti nella produzione e trasformazione dei nostri prodotti tipici, sostenendo e promuovendo una filiera di questi prodotti, unendo agricoltori produttori, commercianti di Labico e il settore ricettivo. 


15 giugno 2010
Quale sviluppo per Labico? Il nostro paese al bivio
Non si tratta di un termovalorizzatore. O meglio, non si tratta solo di un termovalorizzatore, o in generale di impianti di produzione di energia e gestione dei rifiuti, perché questo è solo la punta di un iceberg, una punta nerissima, di smog, malattie e interessi malavitosi (pensate a Colleferro), ma sempre la punta di un iceberg.
L’iceberg è fatto di 186 ettari di area industriale, artigianale, logistica, floristico - vivaistica (un miscuglio che dice bene quanto siano poco chiare le idee dell’amministrazione e quanto poco valga questo progetto) che sostituirebbe l’attuale campagna dei casali e più specificatamente dell’area che va dall’autostrada a Colle Spina, lambendo Carchitti, verso Artena e Valmontone. Si tratta della mutazione totale di un’area di pregio del nostro territorio, ma ancora di più della mutazione della vocazione economica del nostro territorio. Per realizzarlo l’Amministrazione sta promuovendo la formazione di un Consorzio tra i comuni interessati e la bozza del progetto è stata votata dalla maggioranza nel consiglio comunale del 28 maggio.
E’ a questo iceberg che abbiamo detto no e l’abbiamo fatto per più di una ragione, ma quella principale è che non vogliamo questo tipo di sviluppo per il nostro paese. Di questo si tratta, su questo siamo chiamati tutti a riflettere: che futuro vogliamo per Labico? Quale tipo di sviluppo vogliamo? Quale vocazione per il nostro territorio?
Oggi il nostro paese è ad un bivio. Dopo aver consumato buona parte del territorio con l’attività edilizia, fattori esterni stanno coinvolgendo tutta la nostra zona, trasformandola, dandole una nuova centralità: il parco a tema di Valmontone porterà frotte di turismo a pochi passi da noi, mentre sulla carta l’area di Valle Fredda è interessata dal progetto del casello autostradale e della Valmontone Cisterna (un’opera per ora solo sulla carta senza un euro di finanziamento che non vedremo mai prima di dieci anni!), il tutto mentre sempre più forte è l’interazione e l’interdipendenza tra i comuni del territorio, in special modo con Roma, e ormai non ha senso parlare di servizi e sviluppo se non nella logica della Città Metropolitana, ovvero superando i confini dei nostri comuni.
Questo è il contesto in cui ci troviamo a dover immaginare la Labico del futuro e quella che sarà la sua funzione, in particolar modo dell’area oggi rimasta intatta dalla logica edificatrice della lobby Galli, quella appunto dei casali (sopra la stazione), di valle fredda e al di là dell’autostrada.
Il progetto dell’Amministrazione è quello di rendere quella zona un grande polo industriale e snodo di merci, puntando tutto sul casello dell’autostrada e sulla (futuribile!) Valmontone (Labico) – Cisterna, rendendo Labico la periferia industriale di Valmontone e interconnessione tra gli interessi di Palestrina e l’arteria autostradale. Insomma un luogo di passaggio per merci, fatto di asfalto e cemento. Posti di lavoro diranno (dicono), con la visione miope per cui ogni paese deve avere le sue industrie, senza rendersi conto che oggi siamo e sempre più domani saremo parte di una città metropolitana in cui i cittadini si spostano secondo le necessità, con un sistema di interconnessione sempre più sviluppato.
Noi abbiamo un’altra idea in testa. Vogliamo puntare sulla qualità dell’ambiente e del paesaggio di quella zona, vogliamo puntare sulla costruzione di un rapporto stretto tra Labico e Valmontone cercando di portare a Labico la parte migliore del turismo che lì arriverà (e arriverà tra un anno non tra dieci!), offrendo servizi ricettivi legati alla qualità dei prodotti alimentari (ancora meglio se coltivati sul nostro territorio, ancora meglio se prodotti tipici di Labico, coltivati lavorati e venduti a Labico), sul modello dell’agriturismo in quella zona e sull’albergo diffuso nel centro storico. Così avremmo posti di lavoro, sviluppo, investimenti sulla zona della campagna che sarebbe salvaguardata dall’abusivismo e anzi riceverebbe interventi per il miglioramento anche ambientale, mentre invece potremmo recuperare una parte del centro storico con l’albergo diffuso (servizio alberghiero in cui piccoli appartamenti del centro storico costituiscono le “stanze” dell’albergo), tipologia realizzata con grande successo in un paese meno attraente (per collegamenti e siti di interesse) come Montelanico. Il tutto unito ad una idea dell’abitare e del vivere legato all’offerta culturale, ai servizi all’infanzia e alle famiglie, alla qualità della vita che contraddistingua Labico.
Il nostro paese, noi amministratori di maggioranza e minoranza, i cittadini, siamo tutti davanti a questo bivio: sviluppo industriale con annesso progetto di produzione di energia e trattamento dei rifiuti oppure sviluppo legato al turismo e alla produzione agroalimentare locale, connesso con lo sviluppo dei servizi. Maggioranza e minoranza l’hanno già fatto, loro per la prima, noi per la seconda. Sta ai cittadini fare la loro di scelta.

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